Scuola e università: la cultura dei tagli

Dal 2008, con la legge finanziaria 133 approvata ad agosto mentre scuole e università erano chiuse e tutti erano a mare, stiamo assistendo ad uno degli attacchi più forti mai sferrati da un governo al mondo dell’istruzione a tutti i livelli.

Il taglio di fondi del 10% alla scuola e del 20% all’università ha buttato per strada migliaia tra docenti, precari della scuola e dell’università ed ha eliminato ogni possibilità di lavoro per noi e i nostri fratelli nel settore della formazione, senza parlare del livello dell’istruzione precipitato inesorabilmente verso il fondo.

Ancora una volta si colpisce il settore pubblico con tagli indiscriminati e nel frattempo assistiamo al rifinanziamento delle “missioni di pace”, al finanziamento dei cosiddetti eventi straordinari che altro non sono che una scusa per usare le nostre tasse per finanziare la chiesa prima di tutto (55% degli eventi sono di tipo religioso), amici e parenti, alle speculazioni finanziarie.

L’obiettivo è chiaro: promuovere esclusivamente la scuola e l’università private, lasciare fuori dal sistema dell’istruzione le classi meno agiate, colpire le categorie più deboli e meno rappresentate in quanto meno “pericolose” (precari, insegnati di sostegno, ricercatori).

Con un paese che crolla sotto i colpi di un governo ladro (che ruba ovunque sia possibile e con ogni mezzo) e perdendo ogni giorno che passa la speranza che arriveranno provvedimenti a salvaguardia dell’istruzione e delle categorie più a rischio

CREDIAMO SIA IL MOMENTO DI PRENDERE UNA DECISIONE FORTE:

ABBATTERE QUESTO GOVERNO E QUESTO SISTEMA CHE MIRA SOLO AD IMPOVERIRE LE MASSE A FAVORE DELLA CRICCA DI POCHI IMPRENDITORI CHE CI GOVERNANO.

BASTA ACCONTENTARSI DI QUALCHE PICCOLO CONTENTINO, RIPRENDIAMOCI IL DIRITTO A GOVERNARE LA NOSTRA VITA E IL NOSTRO PAESE.


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